Come recuperare i carrelli abbandonati negli ecommerce?

Carrelli abbandonati ecommerce

Quando progettiamo un portale ecommerce, dobbiamo porre particolare attenzione alla pagina di checkout. Come in un qualsiasi negozio fisico, il cliente esige di non essere trattato male e, soprattutto, di non essere ingannato. Se non si sente sicuro del proprio acquisto, a differenza del mondo reale, non si pone grossi problemi a non acquistare: ecco perché spesso troviamo dei carrelli abbandonati.

Secondo alcune statistiche, ben il 68% dei carrelli è lasciato a se stesso: questo può dipendere da diversi fattori, che analizzeremo assieme per trovare la soluzione.

Secondo il Beymard Institute, per un 28% degli utenti incidono le spese di spedizione non previste. Se non si è in grado di offrire la spedizione standard free, è preferibile comunicare in maniera chiara e dal principio quali sono i relativi costi per il cliente.

Per il 23% dei potenziali clienti il fastidio di dover creare un nuovo account è tanto da abbandonare il carrello. Sappiamo tutti che la profilazione dell’utente è una miniera d’oro, tuttavia se anche solo per creare una lista dei desideri, gli imponiamo di fornirci tanti dati personali, è probabile che si rivolga altrove. Come fare allora? Lasciare che il cliente acquisti senza bisogno di registrarsi sembra la soluzione più giusta. Offriamo però un piccolo incentivo per invogliare la creazione di un  account: un coupon o un’interessante newsletter, ad esempio!

Il 16% della clientela però si dichiara non pronta all’acquisto. Cosa possiamo fare allora, per recuperarne l’attenzione? Le wishlist servono proprio a questo: l’utente può dire cosa gli interessa e noi possiamo ricontattarlo offrendo un piccolo sconto o semplicemente ricordandogli quanto amasse quel prodotto.

La mancanza di sicurezza nei pagamenti scoraggia ben il 13% di potenziali clienti. Per evitare che per paura si rivolgano altrove, cerchiamo di lavorare maggiormente sulla sicurezza del sito. Se abbiamo già dei sistemi affidabili comunichiamolo con i loghi appositi,e chiariamo ogni dubbio di sorta nelle FAQ. Se non siamo sicuri nemmeno noi di poter garantire un pagamento a prova di hacker, affidiamoci a Paypal.

L’8% degli utenti lamenta inoltre la scarsa propensione all’acquisto nei siti in cui non vengono proposti sconti o saldi. La soluzione è semplice: scegliamo periodicamente le categorie alle quali applicare un prezzo ribassato e comunichiamolo via mail al cliente. È possibile monitorare anche quali siano i giorni di minor affluenza: cerchiamo di programmare le svendite in tali date.

Il 12% dei partecipanti al sondaggio, dichiarano di non acquistare i quei siti dove hanno avuto una user experience negativa. Difficoltà nell’orientarsi all’interno dello shop, interfaccia grafica non all’altezza possono essere dei fattori scatenanti. Testiamo perciò sempre la usabilità del sito e poniamo maggiore attenzione alla versione mobile: se non funziona a dovere o è assente molti clienti non compreranno da noi. E noi invece li aspettiamo a braccia aperte, vero?

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