Come creare un networking di valore?

Oggi ti voglio parlare di come vivo la rete, di cosa significa secondo il mio punto di vista essere social. Oggi ti parlerò di quello che i più bravi definiscono networking.

In questi giorni, attorno a #futurosemplice (il mio blog) stanno nascendo molti progetti professionali legati al mondo del web e dei social media. Questa sera mentre mettevo in fila tutte le attività che avrei dovuto svolgere il pensiero è stato limpido “cavoli, non c’è un lavoro di quelli che sto seguendo che non è nato in rete, grazie alla rete, ma soprattutto grazie al mio networking!”

Cos’è in effetti il networking?

Molto semplice: il networking è l’insieme delle connessioni con le persone che nascono, crescono e si sviluppano grazie ai social media e quindi grazie alle reti sociali. Sappiamo come funziona no? I social network sono la forma più evoluta di comunicazione sociale: quotidianamente noi entriamo in contatto (più o meno volutamente) con persone per arricchire i nostri contatti e le nostre possibilità, entriamo cioè in connessione con persone che hanno le nostre stesse passioni.

Cosa significa “entrare in connessione”?

Alla fine il gioco è tutto qui: ti insegnano che potenzialmente affacciarsi al magico mondo del web e in particolare dei social può bastare per entrare in connessione con migliaia di persone, ma una volta entrati in rete credo che tutti quanti ci siamo chiesti “ok, e mò che faccio?”. Poco tempo fa in un post ti ho mostrato i miei primi tweet, di una tenerezza immensa propria di chi non sapeva minimamente cosa dovesse fare!

Come si arriva a creare un networking di valore?

Io ti posso raccontare la mia esperienza. Innanzitutto ci vuole pazienza e impegno. Io stessa prima di arrivare ai i primi risultati (che potevano essere il semplice retweet da parte del mio professionista di riferimento) ho atteso molto tempo, assorbendo tutto quello che potevo dal web (e continuo a farlo quotidianamente)! Ho letto, ho selezionato le persone che più mi piacevano e che più sentivo affini al mio modo di vivere la rete. Se la passione ti spinge comincerai ad avere anche l’esigenza di voler approfondire alcuni temi e partecipare direttamente a convegni, eventi e workshop grazie ai quali arricchirti e incontrare direttamente persone con le quali hai scambiato tweet e battute online. Con molta cautela e col massimo rispetto ho chiesto contatti a chi seguivo per ciò che condividevano e che a me piaceva condividere. E con altrettanta cautela ho iniziato a condividere in rete i miei contenuti.

Social network: l’unico mondo professionale dove i tuoi competitors sono amici

Sì, in effetti forse è proprio questa la vera differenza con altri settori ed è questa la cultura social che si sta cercando di trasferire alle aziende e alle PMI. Creare un networking significa entrare in contatto col tuo mondo, colleghi e competitors compresi. Perché? Perché da loro innanzitutto impari e perché, in un mondo lavorativo dove emerge chi è flessibile e fa team, vince chi riesce a creare collaborazioni fluide che sanno adattarsi secondo la richiesta. Fare newtorking ti permette così di entrare in contatto con persone sconosciute e di ricevere contatti e opportunità professionali da chi non avresti mai avuto modo di conoscere direttamente.

Come dare valore al tuo networking?

Interagisci, soprattutto attraverso i social. Esprimi il tuo pensiero e condividi i contenuti che i tuoi contatti propongono, ma attento a non farlo per finalità di puro interesse, questo è un atteggiamento perdente che non crea valore. Fallo se veramente sei interessato perché ciò che condividi diventerà il focus sul quale attirerai attenzione. Non devi condividere tutto in maniera maniacale, ci mancherebbe! Conquistare la fiducia di qualcuno è un’azione di responsabilità. Fidati e affidati a persone che veramente valgono, che senti e percepisci come vere. Non basare la tua valutazione solo sui numeri di follower, ma guarda il valore che queste persone riescono a produrre in rete e se come si muovono ti piace. Usa anche l’istinto, che in genere non mente mai, perché ti ricordo che i social network rivelano inesorabilmente ciò che sei. Se fingi forse per un po’ riuscirai a camuffarti, ma nel tempo sarai sicuramente smascherato e tutto il tuo lavoro sarà stato un inutile perdita di tempo.

Dalla regola di Dunbar a due gradi e mezzo di separazione

Voglio infine consigliarti un libro sul networking, che parla di cosa significa e di come farlo bene. Si intitola “Due gradi e mezzo di separazione” e lo ha scritto Domitilla Ferrari. Credo che tu sappia chi sia, ma se non la conosci fai un giro nel web e ti renderai conto del valore che il networking puro fatto di migliaia di persone può creare. Prima dell’avvento dei social network era valida la “regola dei 150” più conosciuta come numero di Dunbar che, così come ci dice wikipedia “è un limite cognitivo teorico che concerne il numero di persone con cui un individuo è in grado di mantenere relazioni sociali stabili ossia relazioni nelle quali un individuo conosce l’identità di ciascuna persona e come queste persone si relazionano con ognuna delle altre”. Oggi questa regola, insieme alla teoria dei sei gradi di separazione proposta da Frigyes Karinthy, secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari, sono superate. Domitilla in questo libro racconta cosa significa e come strutturare il proprio networking in modo consapevole. I social network hanno spostato il limite definendo nuovi paradigmi nelle relazioni sociali, è importante conoscerli per agire al meglio.

Io non solo sono testimone di questo cambiamento perché vivo questa rivoluzione, ma ne sono parte attiva perché lo sto testando sulla mia pelle, personale e professionale. La mia vita è cambiata grazie ai social network? No! La mia vita è cambiata grazie al networking nato con i social network!

E tu, hai mai pensato ai social network come un’opportunità da coltivare quotidianamente? Come ti relazioni e gestisci il tuo networking? Perché stai facendo networking, vero?
Rosa

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