Social Community: relazioni, business, amicizie sul web

C’è chi le odia, c’è chi le ama. Come in tutte le cose a mio avviso c’è solo chi le sa usare bene e chi no. Di cosa sto parlando? Delle social community, grandi agorà digitali e tematiche, create all’interno di alcuni social network, che favoriscono concretamente la connessione tra utenti che hanno in comune passioni o professioni o la semplice voglia di discutere su un argomento.

Come spesso accade è stato Facebook a dare il via alle social community. Da qui Linkedin, Google Plus, ma anche Pinterest con le board condivise, hanno dato la possibilità ai loro utenti di essere autonomi sostenitori della propria voglia di attirare a sé altri utenti grazie alla possibilità di aprire gruppi tematici.

La potenza comunicativa della social community o dei gruppi, così come vengono chiamate a secondo del social network di riferimento, è altissima e le opportunità che ne possono derivare sono veramente strategiche.

Unire infatti persone che potenzialmente non si conoscono in un luogo, seppur virtuale, permette proprio questo: la connessione con utenti che trattano lo stesso nostro argomento col fine di sviluppare relazioni, rapporti e in molti casi anche business. Nelle social community i temi vanno dai più ludici a quelli più professionali e le regole sono dettate dagli amministratori. Ovvio che le stesse devono comunque sottostare alle indicazioni generali del social in cui si decide di aprire il gruppo.

Perché attivarsi quindi in una social community?

  • Le persone trattano di un argomento, è plausibile pensare che quindi chi ne fa parte condivida anche link o contenuti in target.
  • Puoi sviluppare il tuo networking in focus, sia entrando in contatto con competitors sia con potenziali clienti.
  • Puoi accendere un faro su te stesso, pubblicando e partecipando alle discussioni ricevendo attenzione e aumentando la tua autorevolezza digitale.
  • Se sei specialista in un settore, dando i tuoi pareri e grazie ai tuoi interventi, potrai aumentare la tua credibilità (personal branding).
  • Molte partnership e business nascono grazie a gruppi tematici.

Esiste una netiquette per le community social?

Come detto prima, le regole proprie della community le fanno gli amministratori. In Facebook, ad esempio, un gruppo può essere aperto, chiuso (su invito o su accettazione della tua richiesta ad entrare da parte di un amministratore) o segreto. I gruppi segreti sono community che uso tantissimo, utili se usate in maniera intelligente per sviluppare progetti con un ristretto numero di persone: puoi scambiare file, commenti e gli utenti che non ne fanno parte non vedono nulla. Comodo, no?

Come in tutte le attività online però la buona riuscita dipende dalle persone che ne fanno uso. Recentemente è stato scoperto un gruppo segreto su Facebook che inneggiava all’odio e al razzismo (che è stato ovviamente chiuso), ma che aveva migliaia di iscritti. Questo non deve però spaventare chi vuole usare i social network per comunicare in maniera positiva.

Nelle social community valgono quindi le stesse regole di buon comportamento sottintese di cui spesso ti ho parlato:

  • è buona cosa partecipare (altrimenti che ci stai a fare?);
  • condividi, ma non “spammare”: pubblica contenuti di reale interesse e favorisci discussioni;
  • essere disposti a confrontarsi, anche con le critiche;
  • fare attenzione alle discussioni degli altri, ma non entrare a gamba tesa. Se la discussione è chiaramente tra alcuni membri e vuoi intervenire, immaginati la situazione così come agiresti nella vita reale “…se posso vorrei dire”.

…e se capita un troll?

Ovvero colui che entra solo per mettere zizzania tra le persone? Grazie al cielo esistono gli amministratori dei gruppi e i Community Manager che cercheranno di gestirlo al meglio (in questo post alcuni miei consigli).

Non apro nessuna parentesi sugli interventi off topic, che mirano allo spam, volgari o razzisti, perché va da se che vengono in tempo zero eliminati (oltre che eliminati dalla community coloro che li hanno pubblicati).

#Socialgnock, una social community sorprendente

Concludo parlandoti di un case study che mi vede protagonista: due anni fa, per caso e per gioco, è nata #Socialgnock, questa community su Facebook. La nostra regola è il #nolink, sì hai letto bene… sembrava una follia. Ad oggi siamo quasi 1900 donne digitali e social. 1900 persone con cui scambio la mia vita e che altrimenti non avrei potuto conoscere. 1900 donne coinvolte in eventi reali, scambi di conoscenza, amicizia.

Le social community non solo sono utili, ma per chi vuole sfruttare pienamente la grande potenzialità dei social network, sono essenziali!

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