Strategia di comunicazione low budget: l’ambient marketing (17)

Con gli ultimi due post di questo percorso sulle strategie di comunicazione low budget, voglio mettere in evidenza un’area del marketing e della comunicazione che io adoro perché espressione di creatività pura ovvero il marketing non convenzionale o unconventional marketing. Alcuni definiscono le azioni che fanno parte di questo tipo di comunicazione come guerrilla marketing. Nulla a che vedere con azioni violente, sia chiaro! Si tratta di strategie attive, energiche e aggressive perché creative. Strategie che superano le convenzioni e i luoghi comuni. Strategie che fanno leva su meccanismi psicologici e che cercano di destrutturare tutto ciò che siamo abituati a vivere.

Perché te ne parlo in questo percorso? Perché così come dice Levinson, “non-convenzionale è sinonimo spesso di low budget” e per essere creativi non serve avere grandi budget da spendere. Perché l’investimento che viene richiesto è più orientato al tempo e non alle risorse economiche. Perché chi decide di attuare un’azione di unconventional marketing ha come obiettivo il ritorno di immagine su clienti già acquisiti, più che le vendite. Perché il marketing non convenzionale utilizza tecnologie e strumenti già esistenti e non necessita quindi di strutture o tecnologie ad hoc.

Ambient marketing: decontestualizza per un effetto “wow”

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Sono molte le azioni che possono essere definite di tipo uncoventional. Oggi parliamo in particolare dell’ambient marketing. In un certo senso ne abbiamo già accennato nello step n°15 a proposito dei punti vendita e delle possibilità che hai a disposizione, per utilizzare meglio le superfici come spazi per comunicare.

L’ambient marketing cosa fa? Semplificando le varie teorie, posso descriverlo come quella parte di comunicazione e marketing che utilizza in modo creativo l’ambiente e gli oggetti interni o esterni al punto vendita, per comunicare un servizio o un prodotto. Alla base delle teorie dell’ambient marketing c’è il concetto di decontestualizzazione del prodotto o della persona e l’obiettivo è quello di provocare il famoso effetto “wow”. Ho usato una parolona? Decontestualizzare cosa significa? Credimi è più semplice di quello che sembra: prendi un oggetto e fallo “vivere” in un ambiente in cui sarebbe impossibile vederlo. Come? Sei assorto nella tua routine quotidiana, compi un’azione qualsiasi, anche la più banale (come prendere una scala mobile o aggrapparti alle sbarre della metro per non cadere) e ti ritrovi protagonista di una situazione paradossale che ti fa divertire. È così che un mega evidenziatore colora le scale mobili oppure che infilando le mani nelle maniglie del metro per reggerti, ti trovi al polso un orologio. Ecco altri esempi di ambient marketing.

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Non serve budget ma creatività!

Benissimo, bellissimo e divertente: ma io e il mio low budget? Cosa possiamo fare? Se hai guardato bene queste immagini, ti renderai conto che il vero segreto di chi comunica scegliendo questa strada non è avere un budget esorbitante ma, essere originale e veramente creativo. Per creatività intendo quella capacità propria di poche persone che comunicano con eleganza senza volgarità e, puntualmente, strappano anche un bel sorriso (e se questo avverrà avrai vinto).

Anche in questo caso la decisione di usare o meno un’azione di ambient marketing, dipenderà dalla tua strategia ma, quello che a mio avviso è importante e che devi tenere ben presente, è che un’azione di questo tipo, se ben organizzata, resterà veramente impressa nella mente delle persone. Non sai da dove partire? Semplice. Il gioco è pensare e unire tre fattori:

  • Quale concetto voglio trasferire? Col mio prodotto ti coccoli e sei esclusivo. E così una pensilina si trasforma in un salotto con piccoli troni da re.
  • Dove può nascondersi il mio potenziale target? Cosa fa quotidianamente? Si reca al lavoro, sale le scale. E così la linea retta delle scale mobili si colora di giallo con un mega evidenziatore.
  • Quali oggetti usiamo quotidianamente che posso essere “vestiti” per aiutarti a comunicare? E così il tavolino pieghevole del treno, con un solo gesto, mi proietta al mare e al caldo.

Se lavorerai bene altri parleranno di te (e tu avrai vinto)

Gioca, divertiti e inventa. Comunica e fai assaporare cosa c’è dietro al tuo prodotto.
Tutto qui? No, c’è ben altro! Un’azione di unconventional marketing fa leva sulla comunicazione emozionale. Se ben strutturata le persone non vedranno l’ora di comunicare loro stesse cos’hanno vissuto ovvero la loro esperienza. Ogni persona diventerà per te un potenziale connettore ad altre “x” mila persone connesse tramite i social network. Inutile dirti che il risultato, in genere, è dirompente: una promo gratuita basata solo sulla condivisione e l’interazione sociale… che poi diventa social. Guarda questo video e poi dimmi che ne pensi.

Il #futurosemplice ama chi sa essere meravigliosamente e creativamente unconventional? E tu, sei pronto a essere non-convenzionale?
Rosa

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Commenti

  1. avatarMichael

    Bell’articolo Rosa non c’è che dire.
    Mi piacerebbe leggere anche quali sono i limiti Legislativi dell’Ambient Marketing, in un paese in cui i vigli ti fanno storie se piazzi un treppiede per scattare una fotografia.
    Siamo sicuri che non serva un budget ad esempio per “affittare” il suolo pubblico (o privato)?

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