Strategia di comunicazione low budget: l’immagine conta (8)

È giunto il momento di continuare il percorso concentrandoci sulla comunicazione aziendale e soprattutto sulla parte più esteriore: l’estetica, l’immagine coordinata. L’abito fa il monaco? Cerchiamo di capirlo insieme grazie ad alcune riflessioni.

La mia immagine, il mio logo, il brand? Non mi interessano, non mi servono.

Questa è la posizione di chi si ostina a non voler vedere e che probabilmente ha saltato qualche “puntata precedente” (vedi ad esempio il post “il mondo intorno a te”).

L’immagine e la grafica sono fondamentali: quando esci e ti rechi in un particolare luogo non ti vesti e ti sistemi in maniera appropriata? Almeno ti metterai un po’ in ordine, giusto? Se sei parte di un’associazione o ti piace una certa corrente musicale non tendi a vestirti in modo riconoscibile? Pensa ad esempio ai volontari della croce rossa oppure ai fan di gruppi heavy metal. Ok, il parametro estetico preso da solo è inutile a definire la capacità di un professionista o di un’azienda, probabilmente è una considerazione banale. Io sono convinta, però, che l’abito no faccia il monaco, ma che a volte lo aiuti (e molto). Prima arriva tutta la parte superficiale, estetica, la sovrastruttura e poi il contenuto. Ovvio che poi il contenuto ci dovrà essere.

L'abito non fa il monaco

La scelta della tua immagine coordinata: brevi spunti per riflettere su ciò che hai

È impossibile analizzare ogni singolo elemento che porta a definire la tua immagine coordinata, non potresti farlo da solo e sarà compito dell’agenzia o del consulente al quale ti rivolgerai. Come sempre però cerchiamo di agevolare questo compito. Ti propongo una piccola analisi che ti aiuterà a riflettere sulle tue scelte attuali e, con l’aiuto dell’agenzia, ti aiuterà a scegliere la tua nuova immagine.

Naming: nome e payoff

Dici chiaramente cosa sei, chi sei o ti sei lasciato prendere da nomi artistici e aggettivi anglofoni che non fanno capire cosa proponi?

Grafica: l’immagine coordinata

  • Hai un logo, un marchio riconoscibile e chiaro, il tuo brand personale che firma ogni tuo progetto? Attento: non è necessario che tu sia un’attività commerciale. Spesso si cade in questo errore. Anche uno studio associato necessita di un logo che, ad esempio, potrebbe essere il monogramma delle iniziali degli stessi associati. Quale scelta più elegante?
  • Che significato ha il logo che hai scelto? Ogni segno deve avere un significato.
  • Ti distingui sempre con la stessa font? Oppure ne usi diverse?

Colore

Quali colori hai scelto? Come sono stati accostati? Dove e come li stai utilizzando? È stato fatto uno studio sulla tua immagine?

Non sei ancora convinto? Hai mai pensato a quanti strumenti di comunicazione non utilizzi?

Se credi ancora che avere un’immagine coordinata coerente sia inutile o comunque un’azione di poco conto che non incide sulla tua brand identity, sul cliente e quindi sulla vendita, allora leggi questo elenco. Troverai tutti gli strumenti di comunicazione che ogni azienda (piccola o grande) potenzialmente possiede, che utilizza quotidianamente, ma che incomprensibilmente non usa ai fini di marketing. Spesso, infatti, ci si concentra su azioni di marketing ingegneristiche quando basterebbero pochi accorgimenti per comunicare al proprio target. Ecco alcuni esempi:

  • Supporti commerciali: lettere, fatture, ricevute, buste… se pensi a quante comunicazioni vengono spedite! L’immagine è coordinata? Colui che riceve la tua comunicazione da cosa capisce che è proprio tua? Solo dal mittente? E in queste buste inserisci un depliant che ricorda i servizi che offri? Proponi degli sconti?
  • Comunicazioni via mail: quanti mettono un footer, una firma con la promo della settimana? Alcune aziende non hanno nemmeno la firma univoca e riconoscibile… fermati e pensa a quante mail girano ogni giorno e sono inviate e re-inviate. Pensa se su quella mail tu inserissi un link o una comunicazione ad hoc, un premio che hai ricevuto, un remind a una fiera alla quale parteciperai.
  • Automezzi: spesso nelle aziende ci sono parchi auto in dotazione, eppure le macchine rimangono bianche e linde… perché? Girano per la tua zona e portano con sé il tuo brand. È un’occasione persa.
  • Gadget: per trasformare momenti importanti in veicolo di comunicazione. È il momento di una firma importante? Perché non con una penna personalizzata? Quel momento sarà ricordato e quella penna servirà a farlo.
  • Strumenti alternativi per rendere visibile e riconoscibile il tuo punto vendita? Bene, sai che esistono anche centri per stampe digitali che realizzano tende o coperture adesive che permettono di decorare vetri in modo che dall’esterno si veda la grafica, ma che dall’interno si veda l’esterno senza problemi? Ricorda che allo stesso modo puoi realizzare tappeti e puoi decorare porte, scale, corrimano col tuo logo e la tua immagine.

Da non dimenticare, per completezza di elenco, gli strumenti per la comunicazione e il marketing considerati ormai “standard” e che accenniamo solamente come: le attività e le comunicazioni supportate da uffici stampa, cataloghi, brochure, company profile con la storia aziendale, volantini e promozioni, packaging e visual nei punti vendita, punti vendita (ormai divenuti veri e propri veicoli di comunicazione grazie alla filosofia applicata dello shopping experience), affissioni e segnaletica, web communication comprensiva di blog, sito e newsletter, comunicazione attraverso i social e tanto altro. Tutto può entrare a far parte della tua immagine coordinata aziendale.

Pubblicità sugli automezzi

Forse non sceglierai di utilizzare tutti questi canali o forse sì, ciò che conta è aver capito una cosa: essere riconoscibili e coerenti significa proporre un’immagine univoca e credibile della propria azienda. La costruzione della propria immagine, della propria brand identity, passa attraverso il “chi siamo”, il “come lo facciamo” e, necessariamente, anche attraverso il “come te lo proponiamo” e senza gusto e creatività non si va da nessuna parte.

Buona analisi e arrivederci alla prossima settimana!
Rosa

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